venerdì 25 febbraio 2011

Links2, Svgalib, SELinux

In mancanza di ambiente grafico sul vecchione, il buon vecchio Links2 dà una bella mano quando serve navigare senza troppe pretese. Il guaio è che l'upgrade a Lenny porta con sé SELinux, che quando ci si mette è una vera rottura di scatole. Provando dopo secoli a riutilizzare il glorioso browser testuale, ecco che m'imbatto subito in un problema:

$ links2 -g -driver svgalib www.google.it
svgalib: Cannot get I/O permissions

OK,un giretto su Google e trovo rapidamente quel che mi serve in una delle Svgalib FAQ:
"svgalib programs need to be run as root. This means that either the user that runs them is root, or, if running by normal users is desirable, the program needs to be 'suid root', which means: the program must be owned by root (chown 0 program) and the suid bit needs to be set (chmod u+s program)."

Perfetto, evidentemente durante uno degli aggiornamenti il setuid bit dell'eseguibile di links2 è andato azzerato, provvedo a ripristinarlo:

$ sudo chmod u+s /usr/bin/links2

ma se ora rilancio il browser, salta fuori un altro problema, ovvero sostanzialmente:

mmap /dev/zeo: Permission denied

e

Segmentation fault

intervallati da una miriade d'improperi di SELinux. OK, intuisco che ci va di mezzo qualcuna delle sue restrizioni, verifico disabilitandolo al volo:

$ sudo setenforce 0

e quando rilancio links2 magicamente la sua videata grafica ricompare, con la risoluzione giusta grazie alle impostazioni da tempo salvate nel file ~/.links2/links.cfg

Imbroccata la diagnosi, e non volendo disabilitare SELinux in permanenza, non resterà altro che trovare il modo di modificarne la policy in modo da non mettersi fra i piedi quando lancio il browser. Come fare? Il seguito alla prossima puntata...

FATAL: Error inserting fan (o processor, o thermal, ecc.)

Che scocciatura quando, aggiornando ogni tanto il Pinguino, si ripresentano al boot sempre gli stessi messaggi! Quelli in oggetto sono ricorrenti, e capitano verosimilmente perché il nuovo kernel e il relativo initramfs si tirano dentro dei moduli indesiderati.
Io il meglio che sono riuscito a fare per levarmeli di torno è stato editare il file /etc/modprobe.d/blacklist e appenderci le righe seguenti:

blacklist fan
blacklist processor
blacklist thermal

dopodiché i fatal error che avevo prima sono sostituiti da degli warning che il modulo tale o talaltro, essendo blacklisted, non verrà caricato. Accontentiamoci!

Ah, dimenticavo: da dove mi arriva questa dritta? Da qui. Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare...

mercoledì 16 febbraio 2011

E se è cinese?

Tanti sforzi per riuscire ad accedere alla pagina di Google in IPv6 e poi, quando finalmente ci riesci, ti ridireziona su una pagina in cinese! Niente paura, come per il giapponese, il problema si risolve installando i font giusti; nel mio caso, ho risolto così:

$ sudo apt-get install ttf-arphic-uming

e il gioco è fatto! O quasi: capire poi quel che c'è scritto è un altro paio di maniche, è chiaro... ;-)

Se il giapponese è arabo...

Misteriosi quadratini riempiti di numerelli casuali compaiono sulla pagina di Iceweasel? E' sintomo che il povero browser non riesce a rendere i caratteri di qualche lingua insolita, tipicamente cinese o giapponese. Installare il relativo language pack non risolve il problema. Per il giapponese, però, un rimedio che funziona è descritto qui:

Nothing about Everything: How to display japanese characters (kanji) in Iceweasel (firefox) of Debian Lenny

venerdì 28 maggio 2010

Via "My Documents" dal desktop LXDE!

Ce l'ho fatta! Anche stavolta le dritte del mitico Streetcross hanno funzionato e, superando le remore che avevo espresso nel post LXDE, un WM da spartani, sono riuscito a eliminare dal desktop di LXDE quella fuorviante icona "My Documents" che è cablata nel codice sorgente originale di PCManFM.
In verità qualche problemino al primo colpo l'ho avuto (tutte le icone del desktop sparite e pcmanfm invisibile quando lo lanciavo a mano), ma poi ho capito che la procedura consigliata dal mio eroe richiede di disinstallare i pacchetti lxde e lxde-core non solo prima di reinstallare pcmanfm dal pacchetto che Streetcross ha appositamente creato, ma anche quando si decide di ricompilarlo: sono allora ripartito da zero e una volta presa questa precauzione è andato tutto liscio.
Grazie ancora, grande Street!

martedì 29 settembre 2009

Linux e gli shortcut

A proposito di LXDE e della migrazione da Windows a Linux, devo dire che non sono pochi gli ostacoli che un "illuminato" deve superare se vuole provare a condurre i peccatori sulla via della luce senza che il trauma del cambiamento li spaventi: uno dei tanti problemucci banali, ad esempio, è che creare collegamenti via GUI è tutt'altro che automatico.
Un aiutino in questo senso lo dà l'utility LXshortcut, a partire dalla quale, con un po' di pazienza dovrebbe essere possibile costruire uno script o analogo meccanismo per automatizzare un'operazione che in Windows si fa in un attimo.
Di questa utility esiste anche un piccolo HOWTO che male non fa, nel caso siate un po' zucconi come me e l'help del comando non vi sia sufficiente a capire come usarlo.

LXDE, un WM da spartani

Parallelamente ai miei traffici sul "vecchione", di quando in quando cipollo anche il vetusto portatile della mia compagna, uno sfiatato Packard-Bell EasyOne del 2000, gravato dalla sventura di ospitare un Windows ME preinstallato.
In multiboot ci ho installato Debian con l'obiettivo di riuscire pian piano a creare un ambiene desktop quanto più simile a quello cui, disgraziatamente, la fanciulla è abituata, in modo da convincerla alla migrazione.
Date le scarse risorse del portatile, sono andato alla ricerca di un desktop environment alternativo ai soliti Gnome o KDE, troppo pesanti per il poveretto, così mi sono imbattuto in LXDE, l'ho installato e per il momento direi che la sua porca figura la fa.
Certo, l'oggetto è un po' spartano e bisogna lavorarci un po' su per renderlo davvero gradevole, ma per fortuna c'è sempre qualche anima generosa che, dopo essersi sbattuta con gli stessi problemi, condivide volentieri la conoscenza acquisita: nel caso presente, ho trovato molto utile l'apposita guida nel Blog di Streetcross, ovvero Come personalizzare LXDE.
Scrivo queste note dopo la mia ultima visita a quella pagina, in cui ho appreso come risolvere un piccolo problema tanto rognoso quanto apparentemente sentito nella comunità di LXDE, ovvero come liberarsi dell'icona "My Documents" sul desktop.
In verità non sono sicuro di avere "nelle gambe" la voglia e l'abilità di adottare la soluzione proposta dall'autore, ma mi sembra doveroso rendergli omaggio per tutto quel che ha fatto e continua a fare!