mercoledì 16 febbraio 2011

E se è cinese?

Tanti sforzi per riuscire ad accedere alla pagina di Google in IPv6 e poi, quando finalmente ci riesci, ti ridireziona su una pagina in cinese! Niente paura, come per il giapponese, il problema si risolve installando i font giusti; nel mio caso, ho risolto così:

$ sudo apt-get install ttf-arphic-uming

e il gioco è fatto! O quasi: capire poi quel che c'è scritto è un altro paio di maniche, è chiaro... ;-)

Se il giapponese è arabo...

Misteriosi quadratini riempiti di numerelli casuali compaiono sulla pagina di Iceweasel? E' sintomo che il povero browser non riesce a rendere i caratteri di qualche lingua insolita, tipicamente cinese o giapponese. Installare il relativo language pack non risolve il problema. Per il giapponese, però, un rimedio che funziona è descritto qui:

Nothing about Everything: How to display japanese characters (kanji) in Iceweasel (firefox) of Debian Lenny

venerdì 28 maggio 2010

Via "My Documents" dal desktop LXDE!

Ce l'ho fatta! Anche stavolta le dritte del mitico Streetcross hanno funzionato e, superando le remore che avevo espresso nel post LXDE, un WM da spartani, sono riuscito a eliminare dal desktop di LXDE quella fuorviante icona "My Documents" che è cablata nel codice sorgente originale di PCManFM.
In verità qualche problemino al primo colpo l'ho avuto (tutte le icone del desktop sparite e pcmanfm invisibile quando lo lanciavo a mano), ma poi ho capito che la procedura consigliata dal mio eroe richiede di disinstallare i pacchetti lxde e lxde-core non solo prima di reinstallare pcmanfm dal pacchetto che Streetcross ha appositamente creato, ma anche quando si decide di ricompilarlo: sono allora ripartito da zero e una volta presa questa precauzione è andato tutto liscio.
Grazie ancora, grande Street!

martedì 29 settembre 2009

Linux e gli shortcut

A proposito di LXDE e della migrazione da Windows a Linux, devo dire che non sono pochi gli ostacoli che un "illuminato" deve superare se vuole provare a condurre i peccatori sulla via della luce senza che il trauma del cambiamento li spaventi: uno dei tanti problemucci banali, ad esempio, è che creare collegamenti via GUI è tutt'altro che automatico.
Un aiutino in questo senso lo dà l'utility LXshortcut, a partire dalla quale, con un po' di pazienza dovrebbe essere possibile costruire uno script o analogo meccanismo per automatizzare un'operazione che in Windows si fa in un attimo.
Di questa utility esiste anche un piccolo HOWTO che male non fa, nel caso siate un po' zucconi come me e l'help del comando non vi sia sufficiente a capire come usarlo.

LXDE, un WM da spartani

Parallelamente ai miei traffici sul "vecchione", di quando in quando cipollo anche il vetusto portatile della mia compagna, uno sfiatato Packard-Bell EasyOne del 2000, gravato dalla sventura di ospitare un Windows ME preinstallato.
In multiboot ci ho installato Debian con l'obiettivo di riuscire pian piano a creare un ambiene desktop quanto più simile a quello cui, disgraziatamente, la fanciulla è abituata, in modo da convincerla alla migrazione.
Date le scarse risorse del portatile, sono andato alla ricerca di un desktop environment alternativo ai soliti Gnome o KDE, troppo pesanti per il poveretto, così mi sono imbattuto in LXDE, l'ho installato e per il momento direi che la sua porca figura la fa.
Certo, l'oggetto è un po' spartano e bisogna lavorarci un po' su per renderlo davvero gradevole, ma per fortuna c'è sempre qualche anima generosa che, dopo essersi sbattuta con gli stessi problemi, condivide volentieri la conoscenza acquisita: nel caso presente, ho trovato molto utile l'apposita guida nel Blog di Streetcross, ovvero Come personalizzare LXDE.
Scrivo queste note dopo la mia ultima visita a quella pagina, in cui ho appreso come risolvere un piccolo problema tanto rognoso quanto apparentemente sentito nella comunità di LXDE, ovvero come liberarsi dell'icona "My Documents" sul desktop.
In verità non sono sicuro di avere "nelle gambe" la voglia e l'abilità di adottare la soluzione proposta dall'autore, ma mi sembra doveroso rendergli omaggio per tutto quel che ha fatto e continua a fare!

giovedì 24 settembre 2009

Sniffare comodamente

Questa mattina sfogliavo in libreria i due appetitosi volumetti di "L'arte dell'hacking", titolo invero non troppo fantasioso con cui l'editore Apogeo ha tradotto il classico "The Art of Exploitation" di Jon Erickson.
Prima o poi finirò per comprarmeli, ma intanto, fra le numerosissime informazioni messe a disposizione di chi vuole esplorare ciò che accade dietro le quinte di una rete TCP/IP, mi ha colpito la menzione di dsniff
, un pacchetto di strumenti per monitorare il traffico, che fra le altre cose cerca di selezionare in maniera "intelligente" le informazioni rilevate, evidenziando ad esempio le eventuali username o password catturate all'interno del flusso di dati.

giovedì 17 settembre 2009

Dimmi che processore hai...

Cosa si può sapere, sotto Linux, della CPU che ci gira sotto? Il metodo più generale è questo:

cat /proc/cpuinfo

ma esiste anche uno strumento non standard che si chiama x86info. Su Debian non è disponibile di default, ma installarlo è facilissimo:

$sudo apt-get install x86info

dopodiché

$x86info -a -v

fornisce nel modo più esauriente l'informazione richiesta.